Adams, Ansel

Note biografiche
1902-1984
Forme varianti
Ansel Adams (1902-1984)
Notizie storico-critiche
Tra i più popolari fotografi al mondo, Ansel Adams (1902-1984) ha dedicato l’intera vita alla natura, contribuendo in modo determinante a consolidare nell’immaginario collettivo l’idea della wilderness americana. Nato a San Francisco pochi anni prima del catastrofico terremoto del 1906, durante l’infanzia trova nelle vicine dune del Golden Gate una fonte inesauribile di avventure. Il suo legame con la natura si trasforma in vera e propria passione in occasione del primo viaggio allo Yosemite National Park. Appena quattordicenne, Adams scatta le prime fotografie del parco che diviene uno dei suoi soggetti preferiti, sebbene nel corso della carriera fotograferà numerose aree naturali americane, grazie anche alle tre Guggenheim Fellowships che ottiene nel 1946, 1948 e 1958. Inoltre, proprio allo Yosemite incontra Virginia Best, la sua futura moglie, con la quale vi si trasferisce nel 1937. Sebbene fin da bambino abbia intrapreso lo studio del pianoforte – rispetto al quale, come per la fotografia, comprende l’importanza di un perfetto controllo tecnico del mezzo – alla fine degli anni venti opta per la carriera di fotografo. La decisione matura grazie ai primi successi e al sostegno del ricco mecenate Albert Bender: è lui nel 1927 a suggerirgli la produzione e il titolo del portfolio Parmelian Prints of the High Sierras, preferendo il termine d’invenzione “parmelian” al più ovvio “photographic” per attrarre acquirenti non ancora usi a considerare la fotografia una forma d’arte. In questo stesso periodo Adams conosce, grazie a Paul Strand, i principi della straight photography di cui, abbandonato il pittorialismo, diviene uno dei maggiori esponenti. Proprio tali principi – centrati sulla purezza e sull’autonomia della fotografia quale linguaggio espressivo – sono alla base dell’attività del gruppo f/64, che Adams fonda insieme a Edward Weston, Sonya Noskowiak e Imogen Cunningham, tra gli altri, nel 1932. Il nome stesso del gruppo ne rappresenta ideologicamente anche il manifesto: nella macchina fotografica, f/64 è la più piccola apertura del diaframma, che permette di ottenere la massima profondità di campo e la migliore nitidezza dell’immagine sia in primo piano sia nella distanza. La straordinaria competenza tecnica di Adams acquista negli anni una fama quasi leggendaria: sono molte le aziende produttrici di materiale fotografico e i fotografi che lo interpellano come consulente, e numerosi gli studenti che seguono i suoi corsi. Nel 1941 elabora inoltre la teoria del “sistema zonale”, un complesso metodo di controllo dell’esposizione in grado di consentire una esatta previsione di ciò che sarà impresso sul negativo. La visualizzazione dell’immagine che si vuole ottenere, ancor prima dell’esposizione e della stampa, è ciò che Adams ritiene fondamentale nel creare fotografie che, nel suo caso, hanno lo scopo ultimo di riflettere ciò che si prova di fronte allo spettacolo straordinario della natura. La wilderness è per lui uno stato della mente e del cuore, un diritto che va difeso dalle crescenti minacce costituite da fenomeni come il turismo di massa, l’espansione industriale e la diffusione del consumismo. Attivamente impegnato come ambientalista, Adams condurrà in prima persona numerose campagne mostrando, attraverso le sue fotografie, non tanto la realtà e le cause del crescente degrado quanto l’irrinunciabile meraviglia della natura incontaminata.
Note
p. 14; p. 127
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