Callahan, Harry

Note biografiche
1912-1999
Forme varianti
Harry Callahan (1912-1999)
Notizie storico-critiche
Nato nel 1912 a Detroit, Harry Callahan inizia a fotografare nel 1938 quando, impiegato come spedizioniere presso la Chrysler, acquista la sua prima macchina fotografica, una Rolleicord. Partecipando alle attività del circolo amatoriale Detroit Photo Guild, nel 1941 ha l’opportunità di partecipare a un workshop di Ansel Adams le cui opere, come quelle di Alfred Stieglitz che Adams presenta durante il corso, colpiscono Callahan al punto da indurlo a trasformare l’avventura della fotografia in un progetto di vita. La determinazione e la curiosità di sperimentare tecniche e approcci, sia in fase di ripresa sia durante la stampa, imprimono al suo lavoro una spinta tale che, quando cinque anni dopo mostrerà il suo portfolio a Stieglitz, ne incontrerà il pieno entusiasmo. Nel 1946 Callahan lascia il posto di assistente di laboratorio fotografico alla General Motors, dove era impiegato dal 1944, per insegnare fotografia all’Institute of Design di Chicago. A offrirgli la cattedra è László Moholy-Nagy, fondatore e direttore dell’istituto. Qui Callahan avrà l’occasione di confrontarsi con le idee del Bauhaus, di stringere legami con personalità di rilievo – come il fotografo Aaron Siskind, l’architetto Ludwig Mies van der Rohe e l’artista Hugo Weber – e di sviluppare ulteriormente il suo corpus di opere. Influenzato dalle fotografie che Stieglitz aveva scattato a Georgia O’Keeffe, tra il 1947 e il 1960 realizza uno straordinario numero di ritratti che hanno come soggetto la moglie Eleanor: da sola o in compagnia della figlia Barbara, nell’intimità domestica o all’aperto, Callahan fotografa Eleanor in svariati atteggiamenti e contesti e utilizzando attrezzature, tecniche e approcci differenti. Sebbene, come insegna ai suoi studenti, la fotografia sia secondo lui uno strumento da rivolgere innanzitutto verso la propria vita, verso persone, strade ed edifici che ne fanno parte per comprenderli sempre più a fondo, anche le immagini che realizza nei viaggi in Europa e Sud America dalla fine degli anni cinquanta mettono in luce l’eleganza essenziale del suo stile fotografico.
Note
p. 36; p. 129
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