Caponigro, Paul

Note biografiche
1932-
Forme varianti
Paul Caponigro (Boston 1932)
Notizie storico-critiche
Personalità riflessiva e indipendente, Paul Caponigro si avvicina alla fotografia ancora adolescente. Nato nel 1932 a Boston, si trasferisce nel 1953 a San Francisco dove entra in relazione, introdotto dall’amico Benjamin Chen, con la cerchia dei fotografi della West Coast: Ansel Adams, Imogen Cunningham, Dorothea Lange. Nel 1958, interessato a una pratica artistica più introspettiva, prende contatto con Minor White per mostrargli il proprio portfolio. Ne nasce un legame quasi simbiotico: nel corso dell’anno successivo diviene suo assistente, oltre che ospite alla sua residenza di Rochester e protagonista di una personale che White allestisce alla George Eastman House. Nonostante la profonda condivisione di idee, Caponigro avverte tuttavia l’esigenza di perseguire una dimensione autonoma di ricerca e nel 1959 fa ritorno a Boston, dove si dedica a ridefinire i fondamenti del proprio lavoro. Nei primi anni sessanta, a New York, grazie all’amico e fotografo Walter Chappell entra a far parte dell’ambiente artistico e intellettuale che gravita intorno alle idee di Georges Ivanovicˇ Gurdjieff, dando avvio a un percorso di profonda ricerca interiore che coinvolge la sua vita come il suo lavoro. Sempre più proiettata in una dimensione spirituale, la fotografia di Caponigro si spinge a riflettere sulla natura stessa delle immagini, concepite come anello di congiunzione tra la realtà esterna impressionata sulla pellicola e l’universo interiore del fotografo. Gli scatti ravvicinati di fiori e piante del periodo newyorchese, così come le successive visioni di paesaggio realizzate nei boschi e nelle campagne del Massachusetts, sperimentano la possibilità di andare oltre l’apparenza della rappresentazione, ricercando le tracce della natura trascendente del mondo. Con lo stesso approccio, grazie a due Guggenheim Fellowships ricevute nel 1966 e nel 1975, intraprende una serie di viaggi prima in Europa, poi in Giappone e nell’ovest degli Stati Uniti che lo porteranno a fotografare luoghi carichi di spiritualità – dai monoliti celtici dell’Irlanda ai templi e ai santuari giapponesi, fino ai siti indiani del New Mexico. Le immagini realizzate in quel periodo saranno successivamente raccolte in diversi volumi, tra cui The Wise Silence del 1983 e Megaliths, pubblicato nel 1986. Come per Alfred Stieglitz ed Edward Weston, anche per Caponigro la fotografia scaturisce sempre dall’interazione con l’oggetto rappresentato: sospese da ogni dato temporale, le sue immagini sono pervase da un senso di mistero, frutto di una pratica lenta e silenziosa basata sul profondo ascolto dei luoghi e sull’armonia con i propri ritmi interiori. “Lavoro per raggiungere uno ‘stato del cuore’”, scrive Caponigro nel 1983, nell’introduzione al catalogo di una mostra personale alla George Eastman House, “uno spazio tranquillo che offre l’ispirazione capace di purificare la visione. La fotografia, come la musica, deve essere nata nel mondo invisibile dello spirito.”
Note
p. 38; pp. 129-130
Unesco Creative Cities
logo creative bianco
Network
logo amaci bianco
Powered by SICAPWeb
Soci fondatori
logo comune di Modena logo fondazione Modena unimore logo