Chappell, Walter

Note biografiche
1925-2000
Forme varianti
Walter Chappell (1925-2000)
Notizie storico-critiche
Walter Chappell (1925-2000) ha costruito la propria carriera nel campo della fotografia d’arte combinando l’intuizione di una realtà più profonda con una tecnica fotografica ponderata ed estremamente precisa, che culmina in ciò che lui stesso definisce camera vision. Spirito curioso e anticipatore dei tempi, Chappell ha fotografato numerosi soggetti. Ciò che sembra stimolare in modo particolare la sua visione interiore è tuttavia la natura evocativa del corpo umano, del paesaggio e della flora, spesso combinati insieme. Proseguendo nella sua ricerca, si impegna sempre più nel tentativo di comprendere l’origine del flusso creativo, quell’energia che scorre attraverso le cose e le collega tutte. I suoi soggetti fotografici si fanno via via meno differenziati e sempre più connessi tra loro. Come è evidente nelle fotografie entrate in collezione, le scoperte di Chappell possono esprimersi in un autoritratto riflesso sul vetro di una finestra, con la sua anima che vola sulle ali di un’aquila verso destinazioni ignote, o negli infiniti riflessi della luce che danza sulla superficie dell’acqua parlandoci di viaggi non vissuti, nella carne palpitante del ventre della creazione che partorisce una nuova vita, o ancora nei movimenti aggraziati della sostanza della terra, che si erode raccontando storie antiche sul tempo e profezie ancora da svelare. Nato a Portland, nell’Oregon, Chappell studia architettura, pianoforte e composizione musicale. Nel 1942, durante un’escursione sciistica sul Mount St. Helens, nello stato di Washington, conosce Minor White con il quale stringe una profonda amicizia e avvia un rapporto creativo destinato a durare tutta la vita. Nel 1957 si stabilisce a Rochester, New York, dove studia tecniche di stampa sotto la guida di White e poi accetta l’incarico di curatore presso la George Eastman House con Beaumont Newhall. Collabora poi con la rivista “Aperture”, importante pubblicazione di fotografia artistica diretta da White, sia in qualità di fotografo sia di autore e di editor. Nel 1962, insieme ad altri importanti artisti di New York, tra i quali Paul Caponigro, fonda la Association of Heliographers di cui mantiene la direzione fino al 1965. Trascorre lunghi periodi nella West Coast (Los Angeles, Big Sur, San Francisco), nelle isole Hawaii e nel New Mexico, dove si stabilisce nel 1980. Dal suo studio in quella terra incantata continua a organizzare conferenze e workshop, a fare mostre, a viaggiare e compiere spedizioni fotografiche. Durante i circa 45 anni di carriera ottiene per tre volte il “Photographer’s Fellowship” del National Endowment for the Arts. Nel 1999 il governatorato del New Mexico gli conferisce il prestigioso premio per l’eccellenza nelle arti. Benché le sue radici affondino nella tradizione degli equivalenti di Stieglitz, molti considerano Chappell un pioniere al di fuori di ogni convenzione, creatore di una visione unica del paesaggio naturale, quel mondo che per tutta la vita ha amato fotografare e abitare. L’oggetto principale dei suoi interessi, nella vita come nell’arte, è stato il rapporto fra realtà e creazione, insieme al desiderio di esprimere efficacemente l’essenza di questi fondamenti filosofici attraverso il mezzo fotografico.
Note
p. 42; p. 130
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