Doherty, Willie

Note biografiche
1959-
Forme varianti
Willie Doherty (Derry 1959)
Notizie storico-critiche
Collocando fin dagli esordi il proprio lavoro di taglio documentario nel mondo dell’arte contemporanea, Willie Doherty ha contribuito, nel corso di una carriera pluridecennale, al delinearsi di quello che è stato in seguito definito “the documentary turn”. Articolata in fotografie, film e videoinstallazioni, la sua ricerca si concentra sin dagli anni ottanta sui temi della rappresentazione, della sovracodificazione del paesaggio e della retorica dell’identità. Particolare attenzione è rivolta da Doherty alla sua terra d’origine, l’Irlanda del Nord, e agli effetti che il turbolento passato, segnato dal conflitto tra indipendentisti e sostenitori dell’annessione al Regno Unito, esercita ancora oggi sul presente. Nato a Derry nel 1959, vi fa ritorno dopo aver studiato scultura all’Ulster Polytechnic di Belfast (1978-1981), con l’intenzione di apportare il proprio contributo, dal punto di vista privilegiato dell’insider, alla rappresentazione di un territorio ampiamente fotografato e considerato un laboratorio di ogni metodo di sorveglianza. L’essere stato testimone diretto del Bloody Sunday, per poi vedere i media negare il massacro avvenuto a Derry quel 30 gennaio del 1972, è stato per Doherty un’esperienza illuminante sull’inaffidabilità della comunicazione. Forse per questo il suo lavoro ha sempre avuto l’obiettivo di minare qualsiasi interpretazione univoca e preconfezionata della realtà e invitare invece lo spettatore a valutare autonomamente la posizione da adottare rispetto a quanto riportato. Alla sua città natale Doherty ha dedicato ampia parte del proprio lavoro, affrontando in modo critico il tema della rappresentazione stereotipata attraverso una lettura analitica del paesaggio.
Note
p. 32; pp. 134-135
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