Notizie storico-critiche
Laura Glusman nasce nel 1971 a Rosario, nel nord dell’Argentina. Si avvicina presto alla fotografia, perfezionando la sua formazione nel corso di numerosi workshop, nel suo Paese come all’estero, e frequentando nel 2000 il corso annuale promosso dall’International Center of Photography di New York. La relazione uomo-ambiente è uno dei temi centrali della ricerca dell’artista. “Ciò che più mi interessa”, afferma Laura Glusman, “è l’esperienza delle forze della natura, così come l’inutile ostinazione dell’uomo nel continuare a ignorarla. Intendo il concetto di paesaggio non come una porzione isolata di mondo da ammirare, quanto piuttosto un tipo di esistenza in grado di contenere in sé tracce di cultura e di commercio, tracce di tempesta e di cambiamenti climatici. Sono affascinata da questo genere di paesaggio, plasmato dall’intervento umano o risultato dell’avanzare del tempo sullo spazio”. Al fiume Paraná – il cui lungo corso attraversa Brasile, Paraguay e Argentina – è dedicato un nucleo importante del lavoro dell’artista, che spazia da opere di tipo documentario ad altre che presentano un carattere più iconico. “Sono stata al fiume ben prima di iniziare a camminare; avevo bisogno di creare una visione che non fosse il semplice ritratto di questo ambiente straordinario. Il mio primo approccio è stato di tipo para-scientifico, tentando di rintracciare e classificare i diversi elementi di questo paesaggio. Iniziai con lo stabilire delle categorie soggettive – aree incolte, pericoli, fossili, nature morte, case rotte e qualsiasi cosa mi sembrava potesse essere adatta. Mi resi quindi conto che queste
categorie o serie erano in grado di divenire qualcosa di più che la semplice raffigurazione del soggetto rappresentato, caricandosi di nozioni specifiche, di impressioni e di pensieri più elaborati. Tutto il mio lavoro a quel punto divenne più concettuale”.