Notizie storico-critiche
I soggetti delle opere di Maiko Haruki risultano al primo sguardo misteriosi e indecifrabili. Senza mai ricorrere a filtri colorati né a tecniche di ritocco digitale l’artista propone una forma di fotografia pura e diretta in grado però di sovvertire
la specificità del mezzo. La ricercata mancanza di nitidezza così come la prevalenza dei toni scuri, ottenute attraverso il solo controllo dell’esposizione, plasmano le immagini in composizioni che nel loro apparire astratte intendono travalicare
il fascino solitamente suscitato da una fotografia. Il nero predominante assicura alle opere una planarità strutturale. Non si tratta però di un nero assoluto, negazione di ogni colore: al suo interno sopravvivono sfumature di blu intenso che donano profondità alla scena. Lo stile di Haruki induce lo spettatore a un’osservazione attenta volta ad individuare nell’opera indizi capaci di svelarne il mistero. Solo in questo modo si arriva a scoprire la realtà sottostante l’immagine:
la scena che vediamo è reale, è un frammento del mondo in cui viviamo, esiste davvero. Come quando la vista si abitua lentamente al buio, fino a farci percepire distintamente le sagome degli oggetti che ci circondano, allo stesso modo le opere di Maiko Haruki determinano un graduale scostamento dal modo in cui siamo abituati a vedere e percepire il mondo.