Meatyard, Ralph Eugene

Note biografiche
1925-1972
Forme varianti
Ralph Eugene Meatyard (Normal 1925 - Lexington 1972)
Notizie storico-critiche
Artista sperimentatore e poeta-filosofo, Ralph Eugene Meatyard (1925-1972) è considerato uno dei padri storici della fotografia “visionaria” americana. Nato a Normal, nell’Illinois, studia odontoiatria e filosofia. Nel 1950 si trasferisce a Lexington, Kentucky, dove inizia a lavorare come ottico per una grande azienda del settore e dove acquista la prima macchina fotografica per ritrarre il figlio appena nato. Qui trascorrerà il resto della sua vita, aprendo un proprio negozio e dedicandosi nel tempo libero alla fotografia. Nel 1954 entra a far parte del Lexington Camera Club, dove conosce Van Deren Coke con il quale stringe un profondo legame di amicizia. Nel 1956 partecipa a un workshop estivo con Henry Holmes Smith, Aaron Siskind e Minor White, dando avvio a una serie di relazioni che lo porteranno a esporre in diverse personali e collettive, nonostante il suo lavoro abbia dovuto attendere a lungo prima di ricevere dalla critica ufficiale il riconoscimento dovuto. Appassionato lettore, amico di scrittori e poeti come Wendell Berry, Guy Davenport e Jonathan Williams, Meatyard trova ispirazione nella letteratura e nella filosofia più che nelle arti visive del tempo. Le sue fotografie rifuggono ogni convenzione: nello stesso periodo in cui in America imperversa la straight photography di Ansel Adams ed Edward Weston, Meatyard sperimenta immagini sfocate, scatti multipli e ritratti realizzati con lunghi tempi di esposizione. Affascinato da quanto di più misterioso si possa nascondere nella vita ordinaria, costruisce opere dal tono surrealista e meditativo, dove i componenti della sua famiglia – la moglie e i tre figli – divengono attori di una fotografia inscenata in ogni dettaglio, sullo sfondo di paesaggi o di luoghi abbandonati. L’uso sapiente della luce, così come l’impianto fortemente narrativo che contraddistingue le sue opere, danno luogo a immagini enigmatiche e disturbanti, dove ogni particolare assume importanza e dove il compito di decifrare il significato è lasciato all’osservatore. L’autore proietta così la fotografia di famiglia in una nuova dimensione, esplorando con intensità temi più ampi e profondi, come il rapporto tra verità e finzione, il problema dell’identità, la metafora della maschera o la presenza della morte nella vita quotidiana. La ricerca di Meatyard raggiunge il culmine nel 1972 con la serie The Family Album of Lucybelle Crater, il cui libro verrà pubblicato postumo dopo la precoce morte dell’autore. Concepita come un album allargato di famiglia, la serie è composta da immagini che ritraggono la moglie Madelyn che, in posa insieme ad amici e parenti, indossa maschere trasfiguranti e spersonalizzanti. Inquietante combinazione di elementi banali e straordinari, il lavoro ha avuto un impatto profondo nella pratica artistica contemporanea, anticipando o direttamente influenzando le ricerche di molti artisti successivi, da Francesca Woodman a Emmet Gowin e Cindy Sherman.
Note
p. 74; pp. 131-132
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