Notizie storico-critiche
Sono nato nella città di Shingu, nella parte meridionale della penisola di Kii (Giappone sudoccidentale). La regione montuosa situata al centro della penisola, e che si eleva fino a 1900 metri, è un luogo sacro, chiamato Kumano, dedicato fin dall’antichità al culto della montagna. Da bambino vivevo nella stretta fascia costiera pianeggiante che si estende tra il mare e i monti. Per il fatto che la penisola si protende nell’Oceano Pacifico, la regione di Kumano è attraversata da tifoni accompagnati da piogge battenti durante tutto l’anno. La folta foresta, rigogliosa grazie alle copiose precipitazioni, e il terreno estremamente accidentato rendono molto difficile raggiungere Kumano, impedendo quindi agli uomini di prevaricare sulla natura in quest’area sacra. Quando mi sono trasferito a Tokyo, ho capito che la terra dove sono nato è veramente unica al mondo e ho iniziato a fotografare i paesaggi di Kumano. Ho camminato a lungo per questi monti, scoprendo panorami meravigliosi, ma tra tutti mi hanno particolarmente colpito le cascate di Nachi (conosciute come Prima Cascata). Conoscevo bene i luoghi per averli frequentati da bambino, ma l’emozione che suscitano si rinnova intensa a ogni visita. Dopo un’altra ora di cammino nel folto della foresta su per i monti oltre Nachi, giunto alla seconda e quindi alla terza cascata, sono stato colto dalla sensazione di perdere la nozione del tempo e di vivere in epoche remotissime. L’acqua riscaldata dal sole evapora condensandosi in nuvole e si compie la metamorfosi che la fa cadere a terra sotto forma di pioggia. Le cascate sono una chiara manifestazione di uno dei più semplici, ma fondamentali, miracoli della natura. Ultimamente i miei soggetti preferiti sono la neve (yuki) e i germogli di ciliegio (sakura). Come dice il fisico giapponese Ukichiro Nakaya, in un suo libro, “i cristalli di neve sono lettere mandate dal cielo” e i fiocchi di neve hanno tutti forme diverse. Mi interessa fotografare i riflessi di quei microscopici cristalli bianchi sul terreno bianco. I germogli di ciliegio sono un motivo tradizionale ricorrente nell’arte e nella letteratura giapponese, perché esprimono la gioia della vita che accoglie la morte nel bocciolo di ciliegia, che ha vita breve ed è destinato a cadere. Tutti gli elementi attorno a noi compiono il loro ciclo vitale e sono in relazione tra loro. Nulla è eterno, ma tutto può essere messo in relazione con una nuova vita. Voglio continuare a immortalare questa straordinaria concatenazione di vita.
Risaku Suzuki