Szyd, Sebastián

Note biografiche
1974-
Forme varianti
Sebastián Szyd (Buenos Aires, 1974-)
Notizie storico-critiche
Sebastián Szyd è nato a Buenos Aires nel 1974. All’età di diciannove anni è partito per il primo di una serie di viaggi che lo hanno portato nelle due decadi successive ad esplorare buona parte dell’America Latina. Dal 1996 ha lavorato come fotografo per una piccola agenzia e l’anno seguente è entrato nel gruppo di fotografi impiegati dal quotidiano “La Nación”. Dopo aver collaborato con le principali testate argentine per diversi anni, nel 1999 ha deciso di tornare ai suoi viaggi. Aver errato in lungo e in largo per il suo Paese e aver conosciuto molte persone stringendo con loro legami profondi ha liberato le sue fotografie dalla fretta e dalle costrizioni imposte dai ritmi serrati del fotogiornalismo. Fra il 1999 e il 2002 ha composto un saggio per immagini, intitolato De la tierra: un ritratto dell’infanzia nelle zone rurali dell’Argentina. Grazie a questo lavoro, nel 2004 è stato premiato dal National Arts Fund. Tra il 2003 e il 2010 si è spostato a nord dell’Argentina per lavorare sulla serie América. Questa nuova raccolta fotografica descrive la vita e i costumi della popolazione andina di diversi paesi del Sudamerica: Argentina, Cile, Bolivia, Perù ed Ecuador. Le immagini esplorano i principali assi geografici e storici del continente, i suoi confini politici e territoriali. Obiettivo del lavoro è tracciare una nuova mappa soggettiva per indagare i tratti caratteristici dell’identità di questa zona. Nel 2009 Szyd ha dato inizio a un nuovo progetto, Las flores y las piedras, che ritrae le vedove dei minatori dei monti del Cerro Hermoso, a Potosí, in Bolivia, e riflette sul significato stesso della montagna nella storia dell’America Latina: una parte di storia taciuta a lungo da una società di stampo patriarcale, in cui gli eventi sono sempre stati narrati da voci maschili. Dietro ogni morte di un minatore c’è sempre una vedova rimasta sola a costruire un nuovo destino. Abituati da sempre a seguire la guida dell’uomo, capofamiglia per tradizione, le donne e i bambini si ritrovano isolati, abbandonati a se stessi nell’affrontare la vita e le attitudini discriminatorie della società.In un momento così critico della loro vita, queste donne provano a imparare un mestiere che le faccia sopravvivere,si aprono strade che fino a quel momento erano precluse e cercano di preservare uno spazio che permetta loro di amare di nuovo.
Note
pp. 142-149; p. 189
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