Yanagi, Miwa

Note biografiche
1967-
Forme varianti
Miwa Yanagi (Kobe, 1967-)
Notizie storico-critiche
Il filo rosso che lega tutte le opere di Miwa Yanagi è l’idea – maturata nei primi anni Novanta, quando terminati gli studi alla Kyoto City University of Art l’artista si dedica per un periodo all’insegnamento – di vivere in una società fortemente standardizzata, in cui le persone, e le donne in particolar modo, sono costrette a ricoprire ruoli che, invece di ricalcare i loro sogni e desideri, assecondano aspettative ed esigenze altrui. Le donne che appaiono nella serie fotografica Elevator Girls, così come quelle del video Kagome Kagome (1998), indossano uniformi identiche, si muovono in modo simile in uno spazio asettico e sintetico, sembrano manichini, automi intercambiabili programmati per deliziare chi li guarda, per servire diligentemente l’ipotetico avventore. Più che una critica all’omologazione imposta dalla moda – che raggiunge tra i giovani giapponesi forme estreme nei fenomeni di gruppi come i Ganguro, gli Yenkee, i Kogal, gli Otaku – l’artista propone una riflessione sulla difficoltà a costruire la propria identità in un mondo sempre più orientato al consumo, dove la libertà degli individui viene intaccata fin nella capacità stessa di percepire ciò che realmente si desidera. Miwa Yanagi rivolge la sua attenzione in particolare all’universo femminile. In Giappone le donne sono ormai entrate con successo nel mondo del lavoro, ma continuano a subire forti pressioni da parte di una cultura patriarcale che le respinge verso i ruoli tradizionali di cura della casa e della famiglia, di madri e di mogli. È proprio per dar sfogo ai desideri e ai sogni femminili che nel 2002 nasce la serie fotografica My Grandmothers.
Note
pp. 174; 232
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