Notizie storico-critiche
Cresciuto nel cinematografo di famiglia – il primo, storico cinema della città peruviana di Cajamarca – già da piccolo inizia a collezionare i ritagli di celluloide scartati dalle pellicole che suo padre non gli permetteva di vedere. Tornato a casa, riguardava i singoli fotogrammi in un cinema portatile che si era costruito da sé; ma siccome i frammenti rubati non erano più in grado di comporre una storia, iniziò lui stesso a crearne di nuove incidendo piccoli disegni sulla celluloide trasparente. A numerosi anni di distanza, il gioco preferito dell’infanzia diviene la principale forma delle ricerche artistiche di Marco Pando: fotogramma dopo fotogramma, incise su pellicole di celluloide scura, le sue animazioni danno vita a brevi storie dal sapore poetico e malinconico, riciclaggi cinematografici che indagano l’idea di confini storici e geografici, così come i diversi temi dell’identità e del nomadismo. Alle radici culturali dell’artista riporta invece El rey de las montanas (2006); inizialmente installato attraverso un vecchio proiettore portatile russo, il video è tra i primi realizzati con il metodo dell’animazione. L’opera trae ispirazione dal celebre cantante peruviano Lorenzo Palacios Quispe, alias Chacalón,
le cui struggenti melodie sono entrate a far parte della memoria collettiva degli abitanti di Lima come rappresentazione dell’anima più intima dei suoi bassifondi. Affascinato dalla storia di questa icona popolare – nato nei più miseri sobborghi, Chacalón è diventato una star nazionale – Marco Pando riprende una serie di vignette semplici e divertenti che raffigurano la vita del cantante. Con ironia, l’animazione ridisegnata sulla pellicola compone un vivace ritratto biografico e personale di Chacalón, indagando al contempo il più ampio ambiente culturale di cui fa parte. Montando insieme piccoli frammenti di memoria, l’artista ricompone i tratti di un’identità comune entro cui si scorge il volto del suo Paese.